lunedì 25 gennaio 2010

SOIA: UNA PULCE NELL'ORECCHIO


Volevo iniziare l'anno nuovo con un post più ottimista del solito e così, spinta dalla curiosità per questo alimento di cui tanto si sente citare ma che, in concreto non ne sapevo nulla, ho deciso di fare una semplice analisi della soia.
Aihmè, di semplice, invece, non c'è proprio nulla. Ne tantomeno ottimista.

Convinta di trovarmi di fronte a un alimento come tanti altri e soffermandomi solo sulla pianta in sè, tralasciando il discorso ogm, sono rimasta molto sorpresa nello scoprire che, in relatà la soia ha portato a una vera e propria divisione nelle comunità scientifiche.
Moltissimi i siti che ne esaltano le proprietà.
Altrettanti quelli che, invece, ne elencano la tossicità.

La maggior divisione avviene parlando dei fitoestrogeni (isoflavoni) contenuti in questi legumi. Se da una parte vengono considerati dei veri toccasana per la prevenzione di malattie quali tumori alla mammella, problemi cardiovascolari e di osteoporosi, dall'altra vengono additati come responsabili di alterazioni nel corretto funzionamento della tiroide e della riproduzione cellulare.
Sapere quale delle due teorie sia più attendibile (o se lo siano entrambe) rimane tutt'ora difficile stabilirlo in quanto gli studi a tal proposito sono in continua fase di sviluppo.

Lasciando che la comunità scientifica si scorni a tal proposito, è bene tenere comunque a mente che la soia, nell'antichità, ha avuto sviluppo come alimento solo nella sua fermentazione e trasformazione, in un processo molto lungo di lavorazione. Tali processi permettono un abbassamento del livello di tossine e il preservarsi delle proteine della pianta. Cosa che ora non accade nei moderni processi di trasformazione della soia nei suoi derivati dove, anzichè dei tempi lunghi di fermentazione, si prediligono tempi veloci e scissioni quasi molecolari, direi, del prodotto. In questo modo è chiaro che, anche ci fossero davvero ottime proteine vegetali nella soia, è difficile credere che esse si siano preservate, come accade nella maggior parte dei prodotti raffinati.

Che siate o meno consumatori di soia, considerate che la maggior parte delle sue coltivazioni (di gran numero ogm, si potrebbe dire un 70%) viene usata come mangime per il bestiame e che molti prodotti derivati della soia sono usati come additivi in moltissimi alimenti di cui neppure si sospetta.
La soia, quindi, bene o male, riguarda tutti e non solo i vegetariani o i vegani.

Il problema che dovremmo porci sulla soia, inoltre, non è solo di tipo salutistico ma soprattutto, ritengo, di ordine etico.
La soia, infatti, è al centro del problema delle deforestazioni del Mato Grosso e del disastro ambientale nell'Argentina, la cui metà dei terreni è coltivata a soia geneticamente modificata.
Ed è sempre dalla soia che si parte per scoprire l'incredibile scandalo della corsa all'oro verde da parte delle multinazionali (Monsanto in testa).



Beh, queste sono le informazioni di base raccolte digitando semplicemente "soia" nel motore di ricerca. Da qui si aprono argomenti importanti che non posso di certo comprimere in un solo post. Per tale motivo vi invito caldamente a leggere gli articoli riportati nei link qui sotto, al solito.
Per approfondire:
slowfood
http://www.anagen.net/soia.htm
http://www.soyonlineservice.co.nz/
http://en.wikipedia.org/wiki/Soybean

lunedì 28 dicembre 2009

PAUSA



Riprenderò ad aggiornare il blog da metà gennaio.
Nel frattempo...Buone Feste!

domenica 6 dicembre 2009

BHOPAL


25 anni fa, la fuga di 40 tonnellate di isocianato di metile e acido cianidrico da un’azienda multinazionale americana, provocò la morte di migliaia di persone, 8000 nel giro di soli tre giorni.
Tale azienda apparteneva alla Union Caribe e lo stabilimento si trovava a Bhopal, in India.

A tutt’oggi, le vittime stanno ancora aspettando giustizia.

Il 4 mggio 1969, all’Union Caribe viene concessa la licenza di produrre 5000 tonellate di pesticidi l’anno da parte del ministero dell’Agricoltura indiano e già dal 1973, dopo l costruzione dello stabilimento a Bhopal, viene iniziata la produzione di Isocianato di Metile, componente base per il Sevin, un insetticida sperimentale che la multinazionale ha intenzione di produrre con numeri pari a 30.000 tonellate l’anno.
Nel 1982, però, la vendita di tale prodotto si fermò appena a 2308 tonnellate provocando un forte passo indietro della Union Caribe che ben presto corre hai ripari con forti tagli al personale.
L’anno successivo, non le porta maggior fortuna, costringendola ad arrestare la produzione e, successivamente, tagliare i costi degli impianti di sicurezza, disattivandone sistemi d’allarme, refrigerazione delle vasche contenenti Mic (che deve essere mantenuto a 0°) e spegnendo la fiamma della torre di combustione, ultimo baluardo per evitare la dispersione del gas in una eventuale fuga.

“Nella notte del disastro, l'acqua usata per lavare i tubi, entrò nel serbatoio contenente MIC attraverso valvole difettose innescando una reazione che portò al rilascio del gas. Gli allarmi non entrarono in funzione.
Ben presto la popolazione circostante la fabbrica, venne raggiunta da una nube tossica provocante tosse, dolori al petto, difficoltà respiratorie, asma, irritazione di occhi, naso e gola, eritemi, edema polmonari o polmoniti, enfisemi ed emorragie. E morte.

Su questo link di greenpeace, si trova una sintetica quanto efficace cronologia dei successivi provvedimenti che furono portati avanti dopo questa tragedia e si può notare come, a venticinque anni di distanza, i colpevoli non abbiano ancora pagato adeguatamente tale omicidio di massa, il cui numero delle vittime continua ad aumentare anche a causa della mancata bonifica del territorio da parte della multinazionale, ora Dow Chemical Company.

La Dow, infatti, si è fusa con la Union Caribe, generando “la più grande industria chimica, presente in 160 paesi e con un fatturato di 57,7 miliardi di dollari (dato del 2008). E’ responsabile della sintesi di alcuni dei composti pi pericolosi quali DDT, agente arancio (usato nella guerra in Vietnam), il dibromocloropropano (pesticida vietato in America dal 1978 perché capace di provocare cancro e sterilità) e il pesticida dursban (neurotossina capace di alterare il sistema endocrino)”. (http://www.greenpeace.it/bhopal/bhopal.php)

Insomma, una bella aziendina, no?

Se l’India ci sembra tanto lontana e quindi poco interessante, voglio rammentare che la Dow è presente anche in Italia con vari impianti produttivi sparsi per varie regioni, tra cui l’impianto di produzione di plastiche per imbottiture della Enichem, situata negli stabilimenti di Porto Marghera, Brindisi e Priolo.

A 25 anni di distanza dalla morte immediata di 8000 persone, i responsabili continuano a fatturare fior di miliardi e Warren Anderson, il presidente dell’allora Union Caribe, latitante e ricercato dall’Interpol, vive nel lusso a Bridgehampton, Long Island, New York., completamente indisturbato.

Per Approfondire:
http://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Anderson_%28chairman%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Bhopal
http://www.greenpeace.it/bhopal/cronologia.php
http://www.peacelink.it/ecologia/a/30717.html

lunedì 23 novembre 2009

PARABENE VA BENE?


Ultimamente, osservando alcuni prodotti in erboristeria, ho visto che molte creme e trucchi portavano la dicitura senza parebeni.
Da lì la volontà di capire per quale motivo viene evidenziata tale dicitura. Non sarà mica che i parabeni sono tossici?

Premetto che sono della filosofia che se UNA COSA NON LA PUOI INGERIRE SENZA SUBIRE DANNI, ALLORA TANTO MENO È MEGLIO SPALMARSELA ADDOSSO (la nostra pelle assorbe tutte le sostanze con cui viene in contatto, quindi è come se le ingerisse). Ma cercherò di essere comunque obiettiva.

Innanzitutto c’è da dire che i parabeni sono tanti e quelli principali, o almeno quelli che prendo qui in esame, sono quattro: METHYLPARABEN, ETHYLPARABEN, PROPYLPARABEN, BUTYLPARABEN.
Sono molto usati nelle maggior parte di prodotti di cosmesi come creme, deodoranti, shampo ma, forse non tutti sanno, vengono usati anche come additivi alimentari.
Sono dei conservanti e funghicidi.

Ma analizziamo brevemente uno per uno.

METHYLPARABEN (E 218)
Già dal primo parabene, si possono trovare un po’ di contraddizioni, ma pare che questo agente anti irritante e antibatterico sia considerata una sostanza sicura.
Nonostante ciò, comunque un piccolo gruppo di persone ha mostrato reazioni allergiche a questa sostanza nonostante paia come quella indicata anche per chi ha una pelle particolarmente sensibile.
http://www.ehow.com/about_4691068_what-is-methylparaben.html

ETHYLPARABEN (E 214)
Di questo parabene si hanno ben poche informazioni in giro ma pare che sia simile al methylparaben a livello di tossicità, ovvero poca o assente.

PROPYLPARABEN (E219)
Questo conservante, invece, è un’altra storia rispetto i precedenti.
Infatti è più facile che questa sostanza sia irritante, e può colpire in particolare occhi, pelle, tratti intestinali e respiratori attraverso, rispettivamente, l’ingestione e l’inalazione.
Inoltre, insieme al butyl paraben, degli studi hanno evidenziato un potenziale rischio per la fertilità maschile in quanto pare che entrambi interferiscano con il ciclo riproduttivo con l’eliminazione di parte degli spermatozoi.
http://www.ehow.com/about_5375955_propylparaben-dangerous.html

BUTYLPARABEN (E 216)
Più o meno la stessa cosa del compare sopra, il propylparaben.
butylparaben

Ad ogni modo, tenete presente che uno studio su dei tessuti prelevati da donne con cancro al seno, ha trovato in 18/19 (le informazioni oscillano su questi due dati) campioni su 20, la presenza di parabeni. Ciò non può probabilmente dimostrare una correlazione tra tumori al seno e parabeni ma di certo dimostra che questi VENGONO ACCUMULATI ALL’INTERNO DEL NOSTRO ORGANISMO E NON, QUINDI ESPULSI. Questo non è un buon segno visto anche che questi conservanti possono essere causa di una lieve alterazione della funzionalità del sistema endocrino.

Al solito, nel dubbio, io preferisco DIFFIDARE da deodoranti con parabeni.

Per approfondire:
http://www.eves-best.com/the-danger-of-parabens.htm
http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/news/0507-01.asp
http://www.iss.it/inte/aspe/cont.php?id=72&lang=1&tipo=5
http://www.fda.gov/Cosmetics/ProductandIngredientSafety/SelectedCosmeticIngredients/ucm128042.htm
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620761956.htm

domenica 15 novembre 2009

AL BOICOTTAGGIOOOOOOOOO!!


Ognuno di voi, credo, almeno una volta, si è indignato di fronte a notizie inerenti allo sfruttamento, all’ingiustizia sociale, alle guerre, all’inquinamento ambientale; e altrettanti si saranno probabilmente scoraggiati, dando la COLPA A GOVERNI o comunque a organizzazioni lontane da noi, così da metterci sopra una toppa con un bel “non ci posso fare niente, le cose stanno così, è la vita…” e altre FRASI FATTE e aberrazioni del genere.
Il fatto è che tali affermazioni derivano da un senso di impotenza che ci è stato cucito addosso da chi, al contrario, è molto consapevole della PERICOLOSITÀ DEL SINGOLO CONSUMATORE.
Costoro sono le MULTINAZIONALI, aziende il cui unico scopo è il profitto; capaci di qualsiasi aggiramento delle leggi per permettersi una sempre più considerevole crescita economica, anche a discapito dei propri lavoratori e, non di minor importanza, dei consumatori stessi. (quante volte si è sentito di alimenti di marca, spacciati per buoni quando erano ben avariati? O quante volte alcuni prodotti di marca sono stati ritenuti tossici? Un’occhiata ai precedenti post sugli additivi alimentari puo’ dare un’idea.)


La verità è che dietro alle problematiche che ci troviamo a dover affrontare quest’oggi, dietro ai governi, ci sono proprio queste aziende enormi che vantano un POTERE POLITICO FORTISSIMO, tali da poter CONDIZIONARE IL MERCATO E GLI STATI STESSI.

Ma cosa c’entriamo NOI?
In che modo è possibile limitare il loro potere e rendere più responsabile il loro operato?
E’ qui che entra in gioco il BOICOTTAGGIO, arma potentissima di cui molti sono incosapevoli della sua grande efficacia.
Ci basta fare un piccolo sforzo e immaginarci come PICCOLI AZIONISTI. La vostra spesa quotidiana vi dirà indirettamente giorno per giorno COSA AVETE FINANZIATO. Se la vostra spesa trabocca di prodotti della chiquita, della nestlè, della monsanto, della unilever (per citare alcune multinazionali…), all’ora avete contribuito a (nell’ordine) finanziare gruppi terroristici quali l’AUC, al prosciugamento delle risorse idriche in Brasile, a brevettare sementi e usare OGM, sfruttare il lavoro minorile e alla repressioni sindacali.

Questà è una verità indiscutibile.

I soldi che vengono usati da tutti noi per comprare certi prodotti, vengono intascati da queste AZIENDE CRIMINALI.

Siamo noi i diretti responsabili del loro rafforzamento economico.

Il boicottaggio, ovvero la scelta di non comprare prodotti di multinazionali dal comportamento criminoso, aiuta a INDEBOLIRE TALE SISTEMA IN MODO CONCRETO. Non si tratta di utopia. Si tratta di PRENDERE COSCIENZA.

Diamo quindi volti e nomi alle multinazionali, il cui agire nell’ombra, per loro è fondamentale; così da attuare una scelta critica e responsabile che ci permette di NON ESSERE MANDANTI E COMPLICi di chi sta distruggendo ogni diritto e ogni risorsa.

Pensateci ogni qualvolta siete di fronte a uno scaffale del supermercato o di un negozio: CHI DECIDO DI FINANZIARE QUEST’OGGI? A CHI DECIDO DI DARE IL MIO DENARO?



Prossimo post relativo al boicottaggio: Procter&Gamble

§La miglior conoscenza è la curiosità§

sabato 7 novembre 2009

SCALDIAMOCI I PENSIERI


Per iniziare nel modo migliore i post dedicati ai LUOGHI CHE AMO DI MILANO (e non solo), mi sembra giusto partire da via don Bosco (zona MMBrenta).
Lì, infatti, è nata la libreria SCALDAPENSIERI- LIBRI PER RAGAZZI, dalla volontà della audace e strepitosa CRISTINA ZEPPINI, un folletto dalla chioma rossa e vaporosa per quanto sappiamo, anche se lei si ostina a farsi passare per una semplice libraia, artista, educatrice e attrice, ma se la sentiste solo un attimo parlare, credereste sicuramente più alla mia versione dato che ha la capacità di incantarvi e coccolarvi appena varcate la soglia della libreria.



Dopo alcuni anni,la libreria diventa la NUOVA SCALDAPENSIERI, ampliandosi il 10 novembre 2007, con l’ingresso in società anche di MASSIMO ZERBELLONI, un papà appassionato di musica teatro e, beh, libri!

Ora ha anche una rilevante parte di libri per adulti ma mantiene intatta la sua identità storica di libreria SPECIALIZZATA PER L’INFANZIA E RAGAZZI, tramite l’incredibile accoglienza dei due che ti proietta subito in quell’atmosfera sognante senza tempo che solo i libri sono capaci di darti, lasciando a bocca aperta con il moccio al naso, esattamente come un bimbo di fronte al bancone dei dolciumi (almeno a me fa questo effetto).

La cosa davvero stupefacente di questa libreria, però, ciò che la distingue davvero da tutte le altre, oltre alla GRANDISSIMA COMPETENZA dei proprietari, è che è diventato un vero e proprio punto di aggregazione per le famiglie, in un quartiere che è stato per troppo tempo trascurato e che ora ha trovato un PUNTO DI RIFERIMENTO CONCRETO.
Andare alla NUOVA SCALDAPENSIERI, infatti, non significa solo andare a comprare un libro, ma staccarsi dal quotidiano per fermarsi in piacevoli conversazioni, trovarsi in presentazioni di autori emergenti, scoprire piccole case editrici, avere l’occasione di partecipare a laboratori teatrali, letterali e musicali, e molto altro ancora. Significa semplicemente trovarsi arricchiti.
(e poi la cri troverà sempre, e dico SEMPRE, il libro giusto per voi, accaniti lettori o meno!)

Ecco il motivo per cui amo moltissimo questo posto. Ti senti sempre A CASA.
Vi invito, quindi, tutti a fiondarvici e, come dice la proprietaria a “toccare, sfogliare, annusare, osservare, leggere” i libri che troverete perché è solo così che potrete capire se un determinato libro è davvero per voi. Dite la verità, in quale altro posto vi permettono una tale confidenza con i libri??
E sfido anche ad andare chi non è molto amante della carta stampata e rilegata. Vi ricrederete :P





Per approfondire
http://www.nuovascaldapensieri.it/?page=7Z

domenica 1 novembre 2009

#1 ASPARTAME- E951


Questo post è un po' lunghino, lo ammetto. Però l'aspartame è un esempio lampante di come avviene il processo di "abilitazione" degli additivi alimentari (e di come subentrino, purtroppo, molti giochi di potere).

L'ASPARTAME è un additivo alimentare dolcificante artificiale che ha creato non poche bufere tra le comunità scientifiche.

Fu scoperto nel lontano 1965 da James M. Schlatter, un chimico della ditta G.D. SEARLE & COMPANY (USA), che, dopo aver approfondito tale composto, lo ha sottoposto all’attenzione della FDA (Food and Drug Administration).


Il 26 giugno 1974, la FDA ha ammesso l’uso dell’aspartame nelle sole bevande, scatenando subito una petizione di firme da parte del dottor Olney e dell’avvocato Jim Turner per far rievocare tale decisione.
Ciò portò, tre anni dopo, la FDA ad aprire un’inchiesta sui controlli e dati raccolti dalla Searle, affidando l’indagine all’US ATTORNEY OFFICE.
La prima cosa curiosa nasce da qui. L’allora capo degli investigatori della Attorney VENNE ASSUNTO sette mesi dopo presso gli studi di avvocati della Searle.
L’inchiesta proseguì comunque, riuscendo a pubblicare un rapporto in cui venivano segnalati degli errori nei documenti della Searle a proposito dell’aspartame; ma non riuscì a concludersi a causa dei limiti di budget e di tempo (caduta in prescrizione, si direbbe oggi XD).

Bisognerà, poi, aspettare il 1980 perché all’aspartame venga dato il via libera ANCHE AGLI ALIMENTI e, precisamente, all’epoca dell’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Regan che diede l’incarico a un certo Arthur Hull Hayes di rivedere la posizione dell’aspartame. Fu lui, infatti, a dare il consenso per cui tale sostanza potesse venire usata tranquillamente anche nei prodotti alimentari e non solo nelle bevande.
La seconda cosa curiosa nasce da qui. Si presume da molti che Hayes avesse una certa amicizia con DONALD RUMSFELD, allora presidente della G.D. Searle.

C’è anche da dire, però, che dall’altra parte, molti ritenevano che il sospetto sulla tossicità dell’aspartame fosse solo un espediente da parte di alcuni di far crollare le azioni della Searle togliendole quindi, una fetta di mercato a vantaggio d’altri.
Anche in proposito è stata APERTA UN'INCHIESTA dalla Security and Exchange Commission. Ho provato ad andare sul suo sito e sapere come è andata finire, ovvero se tali ipotesi è risultata affermativa o negativa, ma, ahem..ci sono un sacco di documenti, tutti in inglese e dovrei mettermi lì a spulciare per un bel po’ di tempo, cosa che non mi alletta per niente =__=

Le acque sono rimaste più o meno tranquille fino al 2006 quando la FONDAZIONE RAMAZZINI di Bologna ha rilevato (cito testualmente da Wikipedia), “l’aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame.”
I documenti relativi della Fondazione, insieme a tutti i precedenti documenti delle passate inchieste, sono stati ripassati in esame dalla EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) la quale ha risposto che (cito testualmente dal sito della EFSA) “non vi era la necessità di rivedere l’esito della precedente valutazione del rischio e riconfermando la dose giornaliera ammissibile (ADI) precedentemente fissata per l’aspartame di 40 mg/kg di peso corporeo (pc)”
Tale dose, è interessante da tenere bene a mente poiché non si riesce a capire come questo possa, a mio parere, venire controllato dato che i produttori, PER LEGGE, NON hanno nessun obbligo di scrivere nell’etichetta degli ingredienti LA QUANTITA' di aspartame insita nei loro prodotti (!!).

Riporto qui fedelmente e più in dettaglio dal sito dell’EFSA, le conclusioni che hanno portato alla sua sentenza a proposito dell’aspartame:

*L’accresciuta incidenza di linfomi/leucemie nei ratti trattati non è correlabile all’aspartame, a causa dell’elevata incidenza di fondo delle alterazioni croniche di tipo infiammatorio a carico dei polmoni e della mancanza di un rapporto dose-risposta positivo. È risaputo che tali tumori possono svilupparsi in seguito ad abnorme iperplasia degli organi linfoidi nei polmoni dei ratti affetti da malattie respiratorie croniche. La spiegazione più plausibile dei risultati di questo studio relativamente ailinfomi e alle leucemie è che essi si siano sviluppate in una colonia di animali affetti da malattia respiratoria cronica. Il leggero incremento dell’incidenza di questi tumori nei ratti alimentati con aspartame è considerato un risultato fortuito dello studio dell’ERF, che pertanto può essere ignorato.

*Le lesioni preneoplastiche e neoplastiche di pelvi renale, uretere e vescica osservate prevalentemente nei ratti femmina in associazione a calcificazione renale sono molto probabilmente correlate al trattamento, perlomeno alle dosi più alte. È ampiamente riconosciuto che si tratta di un effetto dovuto al dosaggio elevato di sostanze chimiche irritanti o di prodotti chimici responsabili della calcificazione della pelvi renale in seguito a squilibri del metabolismo del calcio, precipuo del ratto. Il gruppo di esperti scientifici ritiene che tali effetti non abbiano rilevanza per l’uomo.

* I dati riguardanti i tumori maligni complessivi non sono sufficienti a dimostrare un potenziale cancerogeno dell’aspartame. È opinione del gruppo di esperti scientifici che l’aggregazione di tutti i tumori maligni o di tutti gli animali affetti da tumori maligni a fini statistici non sia giustificata, dal momento che, come si è detto, i linfomi e le leucemie, da un lato, e i tumori renali, dall’altro lato, avrebbero dovuto essere esclusi dall’analisi.

* Per quanto concerne gli schwannomi maligni, il gruppo di esperti scientifici fa notare che il numero di tumori è basso, che il rapporto dose-risposta, pur dimostrando una tendenza statistica positiva nei maschi, è risultato estremamente piatto per un’ampia gamma di dosaggi; vi sono inoltre incertezze sulla diagnosi di tali tumori. Il gruppo di esperti scientifici conclude che tale risultato può essere valutato pienamente soltanto dopo una revisione istopatologica indipendente di tutti i preparati relativi al sistema nervoso dello studio dell’ERF e, se del caso, anche dei controlli storici.

Evidenzio, ancora una volta quanto siano, alla fine della fiera, del tutto inutili le sperimentazioni sugli animali, dato che, mi sembra sotto gli occhi di tutti, non possono portare a nessun risultato certo ma solo alimentare interessi di una o dell’altra parte. Questo, ovviamente, è un discorso generale e non si riferisce per forza al caso citato in questo post.

Beh, che dire. E’ incredibile come una piccola cosa che rientra nella nostra quotidianità di consumatori, nasconda un tale travagliata storia.

Se ho fatto eventuali errori o imprecisioni, vi prego di segnalarmele.

Per approfondire e fonti usate:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620765743.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Aspartame
http://www.ramazzini.it/fondazione/newsDetail.asp?id=18
http://www.disinformazione.it/aspartame5.htm
http://italia.aspartame.info/Default.asp