lunedì 23 novembre 2009

PARABENE VA BENE?


Ultimamente, osservando alcuni prodotti in erboristeria, ho visto che molte creme e trucchi portavano la dicitura senza parebeni.
Da lì la volontà di capire per quale motivo viene evidenziata tale dicitura. Non sarà mica che i parabeni sono tossici?

Premetto che sono della filosofia che se UNA COSA NON LA PUOI INGERIRE SENZA SUBIRE DANNI, ALLORA TANTO MENO È MEGLIO SPALMARSELA ADDOSSO (la nostra pelle assorbe tutte le sostanze con cui viene in contatto, quindi è come se le ingerisse). Ma cercherò di essere comunque obiettiva.

Innanzitutto c’è da dire che i parabeni sono tanti e quelli principali, o almeno quelli che prendo qui in esame, sono quattro: METHYLPARABEN, ETHYLPARABEN, PROPYLPARABEN, BUTYLPARABEN.
Sono molto usati nelle maggior parte di prodotti di cosmesi come creme, deodoranti, shampo ma, forse non tutti sanno, vengono usati anche come additivi alimentari.
Sono dei conservanti e funghicidi.

Ma analizziamo brevemente uno per uno.

METHYLPARABEN (E 218)
Già dal primo parabene, si possono trovare un po’ di contraddizioni, ma pare che questo agente anti irritante e antibatterico sia considerata una sostanza sicura.
Nonostante ciò, comunque un piccolo gruppo di persone ha mostrato reazioni allergiche a questa sostanza nonostante paia come quella indicata anche per chi ha una pelle particolarmente sensibile.
http://www.ehow.com/about_4691068_what-is-methylparaben.html

ETHYLPARABEN (E 214)
Di questo parabene si hanno ben poche informazioni in giro ma pare che sia simile al methylparaben a livello di tossicità, ovvero poca o assente.

PROPYLPARABEN (E219)
Questo conservante, invece, è un’altra storia rispetto i precedenti.
Infatti è più facile che questa sostanza sia irritante, e può colpire in particolare occhi, pelle, tratti intestinali e respiratori attraverso, rispettivamente, l’ingestione e l’inalazione.
Inoltre, insieme al butyl paraben, degli studi hanno evidenziato un potenziale rischio per la fertilità maschile in quanto pare che entrambi interferiscano con il ciclo riproduttivo con l’eliminazione di parte degli spermatozoi.
http://www.ehow.com/about_5375955_propylparaben-dangerous.html

BUTYLPARABEN (E 216)
Più o meno la stessa cosa del compare sopra, il propylparaben.
butylparaben

Ad ogni modo, tenete presente che uno studio su dei tessuti prelevati da donne con cancro al seno, ha trovato in 18/19 (le informazioni oscillano su questi due dati) campioni su 20, la presenza di parabeni. Ciò non può probabilmente dimostrare una correlazione tra tumori al seno e parabeni ma di certo dimostra che questi VENGONO ACCUMULATI ALL’INTERNO DEL NOSTRO ORGANISMO E NON, QUINDI ESPULSI. Questo non è un buon segno visto anche che questi conservanti possono essere causa di una lieve alterazione della funzionalità del sistema endocrino.

Al solito, nel dubbio, io preferisco DIFFIDARE da deodoranti con parabeni.

Per approfondire:
http://www.eves-best.com/the-danger-of-parabens.htm
http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/news/0507-01.asp
http://www.iss.it/inte/aspe/cont.php?id=72&lang=1&tipo=5
http://www.fda.gov/Cosmetics/ProductandIngredientSafety/SelectedCosmeticIngredients/ucm128042.htm
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620761956.htm

domenica 15 novembre 2009

AL BOICOTTAGGIOOOOOOOOO!!


Ognuno di voi, credo, almeno una volta, si è indignato di fronte a notizie inerenti allo sfruttamento, all’ingiustizia sociale, alle guerre, all’inquinamento ambientale; e altrettanti si saranno probabilmente scoraggiati, dando la COLPA A GOVERNI o comunque a organizzazioni lontane da noi, così da metterci sopra una toppa con un bel “non ci posso fare niente, le cose stanno così, è la vita…” e altre FRASI FATTE e aberrazioni del genere.
Il fatto è che tali affermazioni derivano da un senso di impotenza che ci è stato cucito addosso da chi, al contrario, è molto consapevole della PERICOLOSITÀ DEL SINGOLO CONSUMATORE.
Costoro sono le MULTINAZIONALI, aziende il cui unico scopo è il profitto; capaci di qualsiasi aggiramento delle leggi per permettersi una sempre più considerevole crescita economica, anche a discapito dei propri lavoratori e, non di minor importanza, dei consumatori stessi. (quante volte si è sentito di alimenti di marca, spacciati per buoni quando erano ben avariati? O quante volte alcuni prodotti di marca sono stati ritenuti tossici? Un’occhiata ai precedenti post sugli additivi alimentari puo’ dare un’idea.)


La verità è che dietro alle problematiche che ci troviamo a dover affrontare quest’oggi, dietro ai governi, ci sono proprio queste aziende enormi che vantano un POTERE POLITICO FORTISSIMO, tali da poter CONDIZIONARE IL MERCATO E GLI STATI STESSI.

Ma cosa c’entriamo NOI?
In che modo è possibile limitare il loro potere e rendere più responsabile il loro operato?
E’ qui che entra in gioco il BOICOTTAGGIO, arma potentissima di cui molti sono incosapevoli della sua grande efficacia.
Ci basta fare un piccolo sforzo e immaginarci come PICCOLI AZIONISTI. La vostra spesa quotidiana vi dirà indirettamente giorno per giorno COSA AVETE FINANZIATO. Se la vostra spesa trabocca di prodotti della chiquita, della nestlè, della monsanto, della unilever (per citare alcune multinazionali…), all’ora avete contribuito a (nell’ordine) finanziare gruppi terroristici quali l’AUC, al prosciugamento delle risorse idriche in Brasile, a brevettare sementi e usare OGM, sfruttare il lavoro minorile e alla repressioni sindacali.

Questà è una verità indiscutibile.

I soldi che vengono usati da tutti noi per comprare certi prodotti, vengono intascati da queste AZIENDE CRIMINALI.

Siamo noi i diretti responsabili del loro rafforzamento economico.

Il boicottaggio, ovvero la scelta di non comprare prodotti di multinazionali dal comportamento criminoso, aiuta a INDEBOLIRE TALE SISTEMA IN MODO CONCRETO. Non si tratta di utopia. Si tratta di PRENDERE COSCIENZA.

Diamo quindi volti e nomi alle multinazionali, il cui agire nell’ombra, per loro è fondamentale; così da attuare una scelta critica e responsabile che ci permette di NON ESSERE MANDANTI E COMPLICi di chi sta distruggendo ogni diritto e ogni risorsa.

Pensateci ogni qualvolta siete di fronte a uno scaffale del supermercato o di un negozio: CHI DECIDO DI FINANZIARE QUEST’OGGI? A CHI DECIDO DI DARE IL MIO DENARO?



Prossimo post relativo al boicottaggio: Procter&Gamble

§La miglior conoscenza è la curiosità§

sabato 7 novembre 2009

SCALDIAMOCI I PENSIERI


Per iniziare nel modo migliore i post dedicati ai LUOGHI CHE AMO DI MILANO (e non solo), mi sembra giusto partire da via don Bosco (zona MMBrenta).
Lì, infatti, è nata la libreria SCALDAPENSIERI- LIBRI PER RAGAZZI, dalla volontà della audace e strepitosa CRISTINA ZEPPINI, un folletto dalla chioma rossa e vaporosa per quanto sappiamo, anche se lei si ostina a farsi passare per una semplice libraia, artista, educatrice e attrice, ma se la sentiste solo un attimo parlare, credereste sicuramente più alla mia versione dato che ha la capacità di incantarvi e coccolarvi appena varcate la soglia della libreria.



Dopo alcuni anni,la libreria diventa la NUOVA SCALDAPENSIERI, ampliandosi il 10 novembre 2007, con l’ingresso in società anche di MASSIMO ZERBELLONI, un papà appassionato di musica teatro e, beh, libri!

Ora ha anche una rilevante parte di libri per adulti ma mantiene intatta la sua identità storica di libreria SPECIALIZZATA PER L’INFANZIA E RAGAZZI, tramite l’incredibile accoglienza dei due che ti proietta subito in quell’atmosfera sognante senza tempo che solo i libri sono capaci di darti, lasciando a bocca aperta con il moccio al naso, esattamente come un bimbo di fronte al bancone dei dolciumi (almeno a me fa questo effetto).

La cosa davvero stupefacente di questa libreria, però, ciò che la distingue davvero da tutte le altre, oltre alla GRANDISSIMA COMPETENZA dei proprietari, è che è diventato un vero e proprio punto di aggregazione per le famiglie, in un quartiere che è stato per troppo tempo trascurato e che ora ha trovato un PUNTO DI RIFERIMENTO CONCRETO.
Andare alla NUOVA SCALDAPENSIERI, infatti, non significa solo andare a comprare un libro, ma staccarsi dal quotidiano per fermarsi in piacevoli conversazioni, trovarsi in presentazioni di autori emergenti, scoprire piccole case editrici, avere l’occasione di partecipare a laboratori teatrali, letterali e musicali, e molto altro ancora. Significa semplicemente trovarsi arricchiti.
(e poi la cri troverà sempre, e dico SEMPRE, il libro giusto per voi, accaniti lettori o meno!)

Ecco il motivo per cui amo moltissimo questo posto. Ti senti sempre A CASA.
Vi invito, quindi, tutti a fiondarvici e, come dice la proprietaria a “toccare, sfogliare, annusare, osservare, leggere” i libri che troverete perché è solo così che potrete capire se un determinato libro è davvero per voi. Dite la verità, in quale altro posto vi permettono una tale confidenza con i libri??
E sfido anche ad andare chi non è molto amante della carta stampata e rilegata. Vi ricrederete :P





Per approfondire
http://www.nuovascaldapensieri.it/?page=7Z

domenica 1 novembre 2009

#1 ASPARTAME- E951


Questo post è un po' lunghino, lo ammetto. Però l'aspartame è un esempio lampante di come avviene il processo di "abilitazione" degli additivi alimentari (e di come subentrino, purtroppo, molti giochi di potere).

L'ASPARTAME è un additivo alimentare dolcificante artificiale che ha creato non poche bufere tra le comunità scientifiche.

Fu scoperto nel lontano 1965 da James M. Schlatter, un chimico della ditta G.D. SEARLE & COMPANY (USA), che, dopo aver approfondito tale composto, lo ha sottoposto all’attenzione della FDA (Food and Drug Administration).


Il 26 giugno 1974, la FDA ha ammesso l’uso dell’aspartame nelle sole bevande, scatenando subito una petizione di firme da parte del dottor Olney e dell’avvocato Jim Turner per far rievocare tale decisione.
Ciò portò, tre anni dopo, la FDA ad aprire un’inchiesta sui controlli e dati raccolti dalla Searle, affidando l’indagine all’US ATTORNEY OFFICE.
La prima cosa curiosa nasce da qui. L’allora capo degli investigatori della Attorney VENNE ASSUNTO sette mesi dopo presso gli studi di avvocati della Searle.
L’inchiesta proseguì comunque, riuscendo a pubblicare un rapporto in cui venivano segnalati degli errori nei documenti della Searle a proposito dell’aspartame; ma non riuscì a concludersi a causa dei limiti di budget e di tempo (caduta in prescrizione, si direbbe oggi XD).

Bisognerà, poi, aspettare il 1980 perché all’aspartame venga dato il via libera ANCHE AGLI ALIMENTI e, precisamente, all’epoca dell’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Regan che diede l’incarico a un certo Arthur Hull Hayes di rivedere la posizione dell’aspartame. Fu lui, infatti, a dare il consenso per cui tale sostanza potesse venire usata tranquillamente anche nei prodotti alimentari e non solo nelle bevande.
La seconda cosa curiosa nasce da qui. Si presume da molti che Hayes avesse una certa amicizia con DONALD RUMSFELD, allora presidente della G.D. Searle.

C’è anche da dire, però, che dall’altra parte, molti ritenevano che il sospetto sulla tossicità dell’aspartame fosse solo un espediente da parte di alcuni di far crollare le azioni della Searle togliendole quindi, una fetta di mercato a vantaggio d’altri.
Anche in proposito è stata APERTA UN'INCHIESTA dalla Security and Exchange Commission. Ho provato ad andare sul suo sito e sapere come è andata finire, ovvero se tali ipotesi è risultata affermativa o negativa, ma, ahem..ci sono un sacco di documenti, tutti in inglese e dovrei mettermi lì a spulciare per un bel po’ di tempo, cosa che non mi alletta per niente =__=

Le acque sono rimaste più o meno tranquille fino al 2006 quando la FONDAZIONE RAMAZZINI di Bologna ha rilevato (cito testualmente da Wikipedia), “l’aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame.”
I documenti relativi della Fondazione, insieme a tutti i precedenti documenti delle passate inchieste, sono stati ripassati in esame dalla EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) la quale ha risposto che (cito testualmente dal sito della EFSA) “non vi era la necessità di rivedere l’esito della precedente valutazione del rischio e riconfermando la dose giornaliera ammissibile (ADI) precedentemente fissata per l’aspartame di 40 mg/kg di peso corporeo (pc)”
Tale dose, è interessante da tenere bene a mente poiché non si riesce a capire come questo possa, a mio parere, venire controllato dato che i produttori, PER LEGGE, NON hanno nessun obbligo di scrivere nell’etichetta degli ingredienti LA QUANTITA' di aspartame insita nei loro prodotti (!!).

Riporto qui fedelmente e più in dettaglio dal sito dell’EFSA, le conclusioni che hanno portato alla sua sentenza a proposito dell’aspartame:

*L’accresciuta incidenza di linfomi/leucemie nei ratti trattati non è correlabile all’aspartame, a causa dell’elevata incidenza di fondo delle alterazioni croniche di tipo infiammatorio a carico dei polmoni e della mancanza di un rapporto dose-risposta positivo. È risaputo che tali tumori possono svilupparsi in seguito ad abnorme iperplasia degli organi linfoidi nei polmoni dei ratti affetti da malattie respiratorie croniche. La spiegazione più plausibile dei risultati di questo studio relativamente ailinfomi e alle leucemie è che essi si siano sviluppate in una colonia di animali affetti da malattia respiratoria cronica. Il leggero incremento dell’incidenza di questi tumori nei ratti alimentati con aspartame è considerato un risultato fortuito dello studio dell’ERF, che pertanto può essere ignorato.

*Le lesioni preneoplastiche e neoplastiche di pelvi renale, uretere e vescica osservate prevalentemente nei ratti femmina in associazione a calcificazione renale sono molto probabilmente correlate al trattamento, perlomeno alle dosi più alte. È ampiamente riconosciuto che si tratta di un effetto dovuto al dosaggio elevato di sostanze chimiche irritanti o di prodotti chimici responsabili della calcificazione della pelvi renale in seguito a squilibri del metabolismo del calcio, precipuo del ratto. Il gruppo di esperti scientifici ritiene che tali effetti non abbiano rilevanza per l’uomo.

* I dati riguardanti i tumori maligni complessivi non sono sufficienti a dimostrare un potenziale cancerogeno dell’aspartame. È opinione del gruppo di esperti scientifici che l’aggregazione di tutti i tumori maligni o di tutti gli animali affetti da tumori maligni a fini statistici non sia giustificata, dal momento che, come si è detto, i linfomi e le leucemie, da un lato, e i tumori renali, dall’altro lato, avrebbero dovuto essere esclusi dall’analisi.

* Per quanto concerne gli schwannomi maligni, il gruppo di esperti scientifici fa notare che il numero di tumori è basso, che il rapporto dose-risposta, pur dimostrando una tendenza statistica positiva nei maschi, è risultato estremamente piatto per un’ampia gamma di dosaggi; vi sono inoltre incertezze sulla diagnosi di tali tumori. Il gruppo di esperti scientifici conclude che tale risultato può essere valutato pienamente soltanto dopo una revisione istopatologica indipendente di tutti i preparati relativi al sistema nervoso dello studio dell’ERF e, se del caso, anche dei controlli storici.

Evidenzio, ancora una volta quanto siano, alla fine della fiera, del tutto inutili le sperimentazioni sugli animali, dato che, mi sembra sotto gli occhi di tutti, non possono portare a nessun risultato certo ma solo alimentare interessi di una o dell’altra parte. Questo, ovviamente, è un discorso generale e non si riferisce per forza al caso citato in questo post.

Beh, che dire. E’ incredibile come una piccola cosa che rientra nella nostra quotidianità di consumatori, nasconda un tale travagliata storia.

Se ho fatto eventuali errori o imprecisioni, vi prego di segnalarmele.

Per approfondire e fonti usate:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620765743.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Aspartame
http://www.ramazzini.it/fondazione/newsDetail.asp?id=18
http://www.disinformazione.it/aspartame5.htm
http://italia.aspartame.info/Default.asp

mercoledì 28 ottobre 2009

ADDITIVA QUESTO IN MEMORIA!


A scuola, accanto all’insegnamento di lingue straniere, dovrebbero insegnare anche a leggere le etichette degli ingredienti che troviamo nei prodotti, siano essi alimentari o di altra natura.
Questo perché è di estrema importanza SAPERE COSA SI INGURGITA o con cosa si lava. Almeno, io la penso così :)

Ho deciso, quindi, di iniziare a conoscere davvero ciò che si nasconde dietro i vari para buto propyl fosfo silicato che al momento, alle mie orecchie, hanno lo stesso significato di supercalifragilistichespiralidoso.
Il blog diventa un ottima scusante per vincere la pigrizia e iniziare a curiosare in giro per la rete e imparare un po' di cose.

Sicuramente degli ADDITIVI ALIMENTARI, bene o male, ne abbiamo sentito parlare. Essi sono facilmente riconoscibili per la loro classificazione numerica preceduta da E (almeno in Europa, in altri paesi ci sono solo i numeri). Ora, però, c'è la tendenza a scriverli per esteso così che spesso vengono camuffati al nostro occhio disattento

Per additivo alimentare s’intende "qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente" (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE).
Si possono dividere a grandi linee in tre gruppi:

Additivi usati per preservare la freschezza dell’alimento (conservanti e antiossidanti);

Additivi che migliorano l’aspetto e il gusto degli alimenti (coloranti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti, esaltatori di sapidità)

Additivi tecnologici, usati per facilitare la lavorazione degli alimenti (agenti anti-schiuma, anti-agglomeranti ecc.)

Queste informazioni le ho ricavate semplicemente andando su WIKIPEDIA dove c’è una bellissima tabella che li suddivide per bene!

http://it.wikipedia.org/wiki/Additivi_alimentari


Ma da dove vengono questi additivi?
Rimanendo nell'ambito europeo, una volta scoperta una sostanza che si ritiene possa venire introdotta nell’industria alimentare come additivo, la si propone con tutta la sua documentazione, alla COMUNITÀ EUROPEA che, a sua volta, la lascia in valutazione a un ente di controllo europeo chiamato EFSA, ovvero L’AUTORITÀ EUROPEA PER LA SICUREZZA ALIMENTARE. EFSA ha il compito di valutare i rischi delle sostanze da introdurre nel mercato alimentare e di darne, quindi, il consenso o meno per la sua utilizzazione.
A livello internazionale, invece, gli organi di controllo perposti sono il JECFA (joint Expert Committee on Food Additives), la FAO (Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura) e l’ OMS (organizzazione mondiale della sanità).

Nonostante tali organi di controllo, spesso gli additivi alimentari si trovano coinvolti in diverse controversie sulla loro pericolosità e tossicità, e sugli effetti che possono produrre al nostro organismo a lungo andare.

Navigando in rete, si trovano numerose tabelle che si possono scaricare tranquillamente, sugli additivi alimentari, divisi per la loro presunta tossicità più o meno grave, o nulla.
Personalmente ne ho viste diverse, confrontandole tra loro e non ho riscontrato grandi differenze.
Sono comunque da prendere con le pinze perché non si ha mai la certezza assoluta. Ma avere qualcosina in mano è meglio di niente.

http://www.vegan3000.info/

http://it.geocities.com/claupalm/Resto/Documents/additivi.html
Questa tabella scaricabile è datata 2000/2001 e raccoglie un’insieme di informazioni pubbliche ricavate da varie fonti.
Teniamo presente che è difficile trovare una tabella aggiornata e precisa, come ribadito poco sopra. Soprattutto ora che l'EFSA sta ricontrollando moltissimi additivi già immessi nel "mercato", specie coloranti (ma ne parlerò più avanti).

ATTENZIONE: tenete bene a mente che è sempre giusto ascoltare sempre più campane possibili a proposito di un determinato argomento, in modo da avere le informazioni il più complete possibili.
Non possiedo NESSUNA COMPETENZA a livello chimico. Di conseguenza mi limito a fare una sintesi a SCOPO PERSONALE PURAMENTE INFORMATIVO sulla base di varie informazioni raccolte in giro di cui avrò cura il più possibile di fornirne i link.

PROSSIMO POST in proposito: l'ASPARTAME.

sabato 24 ottobre 2009

ZOES



Molti mesi or sono mi sono recata alla fiera di Milano FA LA COSA GIUSTA (quest’anno si terrà il 12- 13- 14 marzo 2010) e mi sono ritrovata davanti a uno stand che promuoveva zoes, zona equo sostenibile.

MA che cos’è ZOES?
Una genialata XD

In un periodo in cui i social network vanno per la maggiore, sbucando come funghi (vedi my space, twitter che personalmente adoro per la sua disarmante semplicità, facebook, flickr, ecc..), la FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITA' ETICA e la FONDAZIONE SISTEMA TOSCANA, hanno avuto la bellissima idea di fondare una piattaforma virtuale con le stesse modalità di un social network ma con finalità molto diverse.
Su Zoes, infatti, ti crei il tuo profilo, fai richieste di amicizia e scambi messaggi, ma lo scopo non è quello di semplice socializzazione, ma di creare una comunità di persone che condividano la stessa volontà di creare un economia più solidale e che vuole realizzare un futuro improntato più sulla GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE attraverso la conoscenza di mezzi necessari per attuarla.

L’utente che effettua l’accesso su zoes per la prima volta, si troverà di fronte ad un ELENCO DI COMPETENZE delle quali ha l’assoluta libertà di segnalare di quali è esperto (vuoi per motivi di lavoro o di hobby) o di quali è semplicemente curioso. Questo perché, una volta entrato nella community, quando una persona farà una domanda in bacheca relativa a qualcosa di tua competenza, avrai un avviso che ti segnalerà tale domanda. A questo punto, avrai la possibilità di rispondere, insieme a tutte le altre persone che, come te, hanno segnalato tale argomento come di propria competenza.

In questo modo si crea uno SCAMBIO CONTINUO in cui la conoscenza di gente esperta e di settore viene in aiuto a chi ha bisogno di risposte riguardo ai più disparati argomenti quali, ad esempio, bioedilizia, consumo critico, turismo responsabile, cosmesi naturali…e moltissimo altro ancora. Insomma, tutte informazioni che non troverete di certo facilmente in giro.





Oltre a questa importante funzione, all’interno c’è la possibilità anche di far parte o creare gruppi e blog, promuovere campagne. Inoltre, avendo anche le aziende la possibilità di iscriversi, se, ad esempio, voglio installare delle cellule fotovoltaiche, posso rivolgermi ad un azienda che si occupa di ciò per avere maggiori informazioni, oltre che alle persone della community che magari le hanno già installate.

Se attivato a pieno regime, quindi, zoes puo’ essere DAVVERO UTILE e far tremare davvero le multinazionali e, in generale, i sistemi convenzionali la cui fortuna è proprio quello di darci a bere che le alternative non esistono.
Zoes ti da la possibilità di conoscere e quindi attivarti per essere il più possibile indipendenti e padroni della propria economia.
Certo spiegarlo è una cosa (infatti questo post è stato un delirio da scrivere, on pensavo fosse così difficiel spiegare le fnzioni di un sito!), provarlo un’altra…quindi CHE ASPETTATE??
Non vi impegna assolutamente come un facebook e ,anche se rimanete per lungo tempo inattivi, nessuno vi rimprovera nulla.

Ah, le tematiche che troverete si dividono in:
Abitare & Costruire
Cibo & Agricoltura
Finanza & Risparmio
Energia & Ecoefficienza
Politica & Partecipazione
Salute & Benessere
Diritti & Reti sociali
Saperi & Comunicazione
Viaggi & Ospitalità
Produzione & Responsabilità

Come difetti, forse è un po' lento (ma chissà, magari dipende anche dal mio computer o dalla connessione). Ad ogni modo ci aiuta ad avere pazienza dato che siamo sempre abituati al tutto e subito! gnak gnak :)

Per approfondire:
http://www.zoes.it/it/zoes-e
http://andreatj.wordpress.com/2008/10/28/intervista-a-ugo-biggeri-di-banca-etica-alla-presentazione-di-zoes-la-piattaforma-per-lequo-sostenibile/
http://www.ecoblog.it/post/7181/in-arrivo-zoes-la-piattaforma-per-lequo-ed-il-sostenibile


§la miglior conoscenza è la curiosità§

mercoledì 21 ottobre 2009

IL MISTERO DELLA CICERCHIA


Come si fa a non sposare un uomo che ti presenta un piatto così dopo una lunga giornata non proprio delle migliori?

Ma partiamo dal principio.
Una mia amica, qualche tempo fa, appassionata di leguminose, mi ha consigliato di provare le cicerchie, alimento di cui non avevo mai sentito parlare.
Mi sono trovata qualche giorno dopo, proprio davanti a un pacco di cicerchie che mi osservava dall’alto di uno scaffale di un negozio biologico e così ho deciso di prenderle e cucinarle.

Spinta dalla mia solita curiosità (per non chiamarla cazzeggiamento cronico), ho dato un’occhiata al web, raccogliendo informazioni qua e la e…con mio grande orrore ho scoperto che questo simpatico legume nasconde nelle viscere una piccola sorpresina.

I suoi semi, infatti, contengono sì molte proteine, ma anche una NEUROTOSSINA in quantità variabile, sottoforma di aminoacido β-N-Oxalyl-L-α,β-diaminopropionico acido od ODAP.
Si ritiene che quest’ultimo sia la causa di una malattia chiamata LATIRISMO, una patologia che causa la paralisi degli arti inferiori che, se non curata in tempo, puo’ diventare irreversibile.
Cio’ è stato scoperto quando il latirismo si diffondeva notevolmente fra la popolazione la cui dieta era basata molto su questo legume, tempo addietro molto diffuso in Italia (ora viene coltivato solo nelle regioni centrali).

Se consumato, quindi, raramente, non è il caso di allarmarsi troppo. Alcuni consigliano di mettere le CICERCHIE IN AMMOLLO IN ACQUA salata per tutta la notte e risciacquarle abbondantemente poiché l’acqua porta via buona parte delle sostanze tossiche. Inoltre CUCINARLE PER DUE ORE.
Tutte regole che, nella mia ignoranza, io e il mio ragazzo non abbiamo seguito, ovviamente.
Ora mi sorge spontaneo il dubbio, riguardando la foto poco sopra: Lui sapeva?
La risposta puo’ cambiare completamente le prime due righe che ho scritto in questo post :D

Ma non è finita qui!

Continuando a cercare maggiori informazioni sulle cicerchie, mi sono spuntati davanti agli occhi anche molti siti che promuovevano, invece, questo legume come molto benefico per le sue proprietà ORGANOLETTICHE e la presenza di VITAMINE B1, B2 E PP, CALCIO, FOSFORO E FIBRE.

In queste due versioni, non rimane che farci una media e andare con molta cautela con questo legume, consumandolo SOLO MOLTO OCCASIONALMENTE (il sapore, comunque, è davvero buono, è da dire), soprattutto ora che sta tornando in auge e che molte aziende tastano sulla tradizione (sic!) per tornare a piazzarlo ben bene nel mercato.

Buon appetito (??!!)

Per approfondire
http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=553&IDSezione=0&ID=94363
http://guide.supereva.it/oligoterapia/interventi/2001/11/79328.shtml
http://www.estravagario.org/index.php?view=article&catid=48%3Aarticoli&id=100%3Acicerchia&option=com_content&Itemid=75

§siamo quello che mangiamo. E io non aspiro a essere un'assassina§