
Questo post è un po' lunghino, lo ammetto. Però l'aspartame è un esempio lampante di come avviene il processo di "abilitazione" degli additivi alimentari (e di come subentrino, purtroppo, molti giochi di potere).
L'ASPARTAME è un additivo alimentare dolcificante artificiale che ha creato non poche bufere tra le comunità scientifiche.
Fu scoperto nel lontano 1965 da James M. Schlatter, un chimico della ditta G.D. SEARLE & COMPANY (USA), che, dopo aver approfondito tale composto, lo ha sottoposto all’attenzione della FDA (Food and Drug Administration).
Il 26 giugno 1974, la FDA ha ammesso l’uso dell’aspartame nelle sole bevande, scatenando subito una petizione di firme da parte del dottor Olney e dell’avvocato Jim Turner per far rievocare tale decisione.
Ciò portò, tre anni dopo, la FDA ad aprire un’inchiesta sui controlli e dati raccolti dalla Searle, affidando l’indagine all’US ATTORNEY OFFICE.
La prima cosa curiosa nasce da qui. L’allora capo degli investigatori della Attorney VENNE ASSUNTO sette mesi dopo presso gli studi di avvocati della Searle.
L’inchiesta proseguì comunque, riuscendo a pubblicare un rapporto in cui venivano segnalati degli errori nei documenti della Searle a proposito dell’aspartame; ma non riuscì a concludersi a causa dei limiti di budget e di tempo (caduta in prescrizione, si direbbe oggi XD).
Bisognerà, poi, aspettare il 1980 perché all’aspartame venga dato il via libera ANCHE AGLI ALIMENTI e, precisamente, all’epoca dell’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Regan che diede l’incarico a un certo Arthur Hull Hayes di rivedere la posizione dell’aspartame. Fu lui, infatti, a dare il consenso per cui tale sostanza potesse venire usata tranquillamente anche nei prodotti alimentari e non solo nelle bevande.
La seconda cosa curiosa nasce da qui. Si presume da molti che Hayes avesse una certa amicizia con DONALD RUMSFELD, allora presidente della G.D. Searle.
C’è anche da dire, però, che dall’altra parte, molti ritenevano che il sospetto sulla tossicità dell’aspartame fosse solo un espediente da parte di alcuni di far crollare le azioni della Searle togliendole quindi, una fetta di mercato a vantaggio d’altri.
Anche in proposito è stata APERTA UN'INCHIESTA dalla Security and Exchange Commission. Ho provato ad andare sul suo sito e sapere come è andata finire, ovvero se tali ipotesi è risultata affermativa o negativa, ma, ahem..ci sono un sacco di documenti, tutti in inglese e dovrei mettermi lì a spulciare per un bel po’ di tempo, cosa che non mi alletta per niente =__=
Le acque sono rimaste più o meno tranquille fino al 2006 quando la FONDAZIONE RAMAZZINI di Bologna ha rilevato (cito testualmente da Wikipedia), “l’aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame.”
I documenti relativi della Fondazione, insieme a tutti i precedenti documenti delle passate inchieste, sono stati ripassati in esame dalla EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) la quale ha risposto che (cito testualmente dal sito della EFSA) “non vi era la necessità di rivedere l’esito della precedente valutazione del rischio e riconfermando la dose giornaliera ammissibile (ADI) precedentemente fissata per l’aspartame di 40 mg/kg di peso corporeo (pc)”
Tale dose, è interessante da tenere bene a mente poiché non si riesce a capire come questo possa, a mio parere, venire controllato dato che i produttori, PER LEGGE, NON hanno nessun obbligo di scrivere nell’etichetta degli ingredienti LA QUANTITA' di aspartame insita nei loro prodotti (!!).
Riporto qui fedelmente e più in dettaglio dal sito dell’EFSA, le conclusioni che hanno portato alla sua sentenza a proposito dell’aspartame:
*L’accresciuta incidenza di linfomi/leucemie nei ratti trattati non è correlabile all’aspartame, a causa dell’elevata incidenza di fondo delle alterazioni croniche di tipo infiammatorio a carico dei polmoni e della mancanza di un rapporto dose-risposta positivo. È risaputo che tali tumori possono svilupparsi in seguito ad abnorme iperplasia degli organi linfoidi nei polmoni dei ratti affetti da malattie respiratorie croniche. La spiegazione più plausibile dei risultati di questo studio relativamente ailinfomi e alle leucemie è che essi si siano sviluppate in una colonia di animali affetti da malattia respiratoria cronica. Il leggero incremento dell’incidenza di questi tumori nei ratti alimentati con aspartame è considerato un risultato fortuito dello studio dell’ERF, che pertanto può essere ignorato.
*Le lesioni preneoplastiche e neoplastiche di pelvi renale, uretere e vescica osservate prevalentemente nei ratti femmina in associazione a calcificazione renale sono molto probabilmente correlate al trattamento, perlomeno alle dosi più alte. È ampiamente riconosciuto che si tratta di un effetto dovuto al dosaggio elevato di sostanze chimiche irritanti o di prodotti chimici responsabili della calcificazione della pelvi renale in seguito a squilibri del metabolismo del calcio, precipuo del ratto. Il gruppo di esperti scientifici ritiene che tali effetti non abbiano rilevanza per l’uomo.
* I dati riguardanti i tumori maligni complessivi non sono sufficienti a dimostrare un potenziale cancerogeno dell’aspartame. È opinione del gruppo di esperti scientifici che l’aggregazione di tutti i tumori maligni o di tutti gli animali affetti da tumori maligni a fini statistici non sia giustificata, dal momento che, come si è detto, i linfomi e le leucemie, da un lato, e i tumori renali, dall’altro lato, avrebbero dovuto essere esclusi dall’analisi.
* Per quanto concerne gli schwannomi maligni, il gruppo di esperti scientifici fa notare che il numero di tumori è basso, che il rapporto dose-risposta, pur dimostrando una tendenza statistica positiva nei maschi, è risultato estremamente piatto per un’ampia gamma di dosaggi; vi sono inoltre incertezze sulla diagnosi di tali tumori. Il gruppo di esperti scientifici conclude che tale risultato può essere valutato pienamente soltanto dopo una revisione istopatologica indipendente di tutti i preparati relativi al sistema nervoso dello studio dell’ERF e, se del caso, anche dei controlli storici.
Evidenzio, ancora una volta quanto siano, alla fine della fiera, del tutto inutili le sperimentazioni sugli animali, dato che, mi sembra sotto gli occhi di tutti, non possono portare a nessun risultato certo ma solo alimentare interessi di una o dell’altra parte. Questo, ovviamente, è un discorso generale e non si riferisce per forza al caso citato in questo post.
Beh, che dire. E’ incredibile come una piccola cosa che rientra nella nostra quotidianità di consumatori, nasconda un tale travagliata storia.
Se ho fatto eventuali errori o imprecisioni, vi prego di segnalarmele.
Per approfondire e fonti usate:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620765743.htmhttp://it.wikipedia.org/wiki/Aspartamehttp://www.ramazzini.it/fondazione/newsDetail.asp?id=18http://www.disinformazione.it/aspartame5.htmhttp://italia.aspartame.info/Default.asp