
Dal latino Acer, appuntito
Francese: Érable
Inglese: Maple
Tedesco: Ahorn
Greco: σφενδάμι (sfendámi)
Friulano: Áiar

Pianta dioica, l'acero fa parte delle aceraceae che comprendono circa 200 specie.
La foglia è di solito palmato-lobata con lungo picciolo.
Il fiore è generalmente ermafrodito ed è dotato di cinque petali, unito agli altri in una infiorescenza.
Il frutto è la disamara, frutto alato che pare abbia dato ispirazione a Leonardo Da Vinci per la costruzione della ali rotanti.
Alberi delle regioni temperate/emisfero nord o montano/tropicali.
Il primo acero fossile è stato trovato in Alaska e risale a circa 100 milioni di anni fa. Probabilmente ha origine asiatiche.
Il nome gli fu dato da Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence 5 giugno 1656, Parigi 28 Dicembre 1708), botanico francese che, su ordine del re, partì alla ricerca di erbe nei Pirenei e, tra il 1700 e il 1702, nelle isole greche (Creta e Cicladi) dove tentò di ritrovare le piante descritte da Dioscoride. Esplorò anche Costantinopoli, Armenia e Georgia. Fu accompagnato nei suoi viaggi dal botanico Andreas Von Gundelsheimer e dal pittore Claude Aubriet (qui potete trovare alcuni disegni del pittore tratti dal libro Relation d'un voyage du Levant di Pitton che valgono la pena essere visti)
MITOLOGIA
A causa del colore rosso che assumono le foglie di alcune specie in autunno, l'acero è associato al sangue e quindi al funesto. Per tale motivo, nella mitologia greca è associato a Phobos, figlio di Ares e Afrodite, dio della paura (panico, fobia da fobos) che, assieme al fratello Demios ed Enio accompagnano il padre in guerra.
Più che un vero e proprio dio, è considerato una personificazione del terrore dato dalla guerra ed è quindi quasi ignorato nell'arte figurativa antica. Viene tuttavia citato come raffigurato nello scudo Agamennone
Omero, Iliade 11. 36 e segg: "[Lo scudo di Agamennone:]Poi lo scudo imbracciò, che vario e bello e di facil maneggio tutto copre il combattente. Ha dieci fasce intorno di bronzo, e venti di forbito stagno. Candidissimi colmi, e un altro in mezzo di bruno acciaio. Su questo era scolpita, terribile gli sguardi, la Gorgone, con l'iscrizione a lato di Terrore e Paura"
In alcune traduzioni dello Scudo di Eracle di Esiodo
Hesiod, Shield of Heracles 139 ff : "[Among the images engraved on the shield of Herakles:] In the centre was Phobos (Fear) worked in adamant, unspeakable, staring backwards with eyes that glowed with fire. His mouth was full of teeth in a white row, fearful and daunting, and upon his grim brow hovered frightful Eris (Strife) who arrays the throng of men . . . Upon the shield Proioxis (Pursuit) and Palioxis (Flight) were wrought, and Homados (Tumult), and Phobos (Panic), and Androktasie (Slaughter). Eris (Strife) also, and Kydoimos (Uproar) were hurrying about, and deadly Ker (Fate)."
E rappresentato con la testa di leone, nell'arca di cedro di Cipselo, tiranno di Corinto e responsabile del rovesciamento del potere oligarchico dei Bacchiadi.
Se l'acero, quindi, risveglia il ricordo del sangue e quindi di Phobos, si po' fare anche un'altra interessante associazione legata a quest'albero.
La divinità preellenica Dafene, infatti, veniva chiamata la "rossa porpora" o la "sanguinaria". Essa era una dea madre con la testa di giumenta. Tale riferimento animale lo ritroviamo quando le sacerdotesse di Dafene, secondo Plutarco, vengono cacciate dalla Tessaglia, rifugiandosi a Creta dove adorano la dea sotto il nome di Pasifae. Quest'ultima, nella mitologia ellenica, è la moglie di Minosse. Poseidone per punire il re, fece innamorare Pasifae del toro che era stato inviato dal dio per essere a egli stesso sacrificato. La donna, per soddisfare il suo desiderio, quindi, si fece costruire da Dedalo guarda caso, proprio una giumenta e, guarda caso ancora, proprio con legno d'acero (Dall'atto sessuale nacque poi il famoso Minotauro).
Viene facile chiedersi, percio', se nell'antichità, in Tessaglia, non ci fosse un certo culto della dea associato all'acero prima che i Greci si appropriassero dei miti attraverso, in questo caso, la subordinazione di Dafene al dio Apollo.
Il sangue e il colore rosso ritornano come filo conduttore in alcune antiche tradizioni popolari europee. Si credeva, infatti, che i rametti d'acero scacciassero i pippistrelli, da sempre segno funesto in quanto incarnazione animale dei temuti vampiri (percio' succhiasangue). Si narra che persino le cicogne costruissero i loro nidi con rami d'acero per allontanare l'indesiderato chirottero.
Se, invece, ci soffermiamo sulle proprietà del legno, l'acero veniva e viene tutt'ora usato per la costruzione di strumenti musicali.
Una fiaba ungherese, ben spiega questa sua caratteristica: un acero nacque nel punto in cui una principessa fu uccisa e sepolta. Da quell'albero un pastore fabbricò un flauto. Apprestandosi a suonarlo, scoprì che lo strumento si mise a parlare denunciando l'assassino della giovane.

